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Il rischio: la base per un cammino di crescita e di successo

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Il rischio: la base per un cammino di crescita e di successo

cultura-del-rischio-imprenditoriale“Dovete imparare le regole del gioco.
E poi giocare meglio di chiunque altro”

Albert Einstein

“Il problema è che se non rischi nulla,
rischi ancora di più”

Erica Jong

Ogni piccola o grande azione della vita porta a fare delle scelte, che sono i cardini della nostra crescita. Ciò che spesso viene attribuito al fato è in realtà il risultato di scelte fatte o che in futuro faremo.

Ogni scelta è strettamente legata ad un rischio, al punto da essere due cose quasi imprescindibili. Non a caso nascono termini e discipline basati sulla teoria delle scelte, sul coaching che rappresenta una forma di supporto a fare delle scelte o meglio ancora il problem solving. Nonostante le scelte e l’assunzione dei rischi siano una base degli eventi della vita, esse appaiono come azioni fatte per istinto, per inerzia. 

Il rischio d’impresa

La prima cosa che insegnano in un corso di economia aziendale è che un impresa implica l’assunzione di rischio. Molti imprenditori, nonostante non abbiano un background di studi aziendali/manageriali, hanno tuttavia un’indole ad essere tali in quanto hanno inculcato dentro di loro la cultura del rischio. In ogni aspetto della vita è essenziale avere una certa propensione al rischio, o quanto meno accettare che determinate scelte comportano dei rischi.

Tale consapevolezza è determinante in quanto permette di valutare e monitorare, per quel che è possibile, i possibili rischi che possono emergere a seguito di alcune scelte.

Un esempio chiaro di tale contesto lo si ha nel Project Management: in fase di analisi di un progetto è essenziale valutare, oltre che attività e tempi atti al raggiungimento di determinati obiettivi, anche i rischi che possono emergere.

Mi è spesso capitato di essere parte integrante di alcuni progetti vincenti che tuttavia non sono andati  buon fine, soprattutto per una scarsa  (se non nulla) valutazione dei rischi.

Ciò accade perché molti aspiranti imprenditori presentano la paura di rischiare. Pensano che la strada da percorrere debba essere quella giusta fin da subito e per questo, rimangono bloccati in una situazione di stallo che non li fa muovere né in avanti né indietro.

Praticare la cultura del rischio

Per uscire da questa situazione di stallo è importante, prendere in considerazione il fatto che non è possibile prevedere a priori con certezza se una strada sarà giusta o sbagliata. L’unico modo per scoprirlo, quindi, rimane quello di assumersi quella dose di rischio e al contempo la responsabilità di quelle che saranno le conseguenze, nel bene e nel male.

In questo modo l’imprenditore creerà davanti a sé l’opportunità per una crescita personale ed in questo modo il rischio del successo prevarrà sulla paura dell’insuccesso.

Avere un’idea vincente, infatti, non vuol dire essere imprenditori, ma è necessario assumersi dei piccoli rischi, mettersi in gioco, senza pensare troppo a quello che potranno pensare gli altri delle proprie scelta, focalizzandosi piuttosto su quelli che sono gli obiettivi da raggiungere.

Ad esempio, ci capita di incontrare manager rampanti, con idee brillanti ed innovative, che per paura che questa venga loro copiata, tengono dentro, in attesa di un finanziatore che creda nel suo potenziale successo; o ancora altre situazioni in cui, dopo aver visto un competitor realizzare un’idea simile, si abbattono, pensando che l’altro avrà un successo maggiore. Così si fermano, non riescono più ad andare avanti, oppure iniziano a percorrere la strada del “buon senso” pensando che questa rappresenti l’unica alternativa per il successo, senza pensare che il successo è dato dalla peculiarità dell’idea e dal modo in cui questa viene realizzata, e soprattutto dall’accettare l’idea di un piccolo insuccesso.

Come dire, possono esserci due idee simili, ma non saranno mai uguali.

L’imprenditorialità americana, come modello da seguire

Sul concetto di rischio si basa la sostanziale differenza tra la cultura imprenditoriale americana e italiana. In America, infatti, coloro che hanno creato tante aziende, anche se poi fallite, vengono considerati dei veri imprenditori, in quanto hanno sbagliato ed imparato, come dire si sono “fatti le ossa”. In Italia, invece, domina la paura del fallimento, maggiore della paura connessa al rischio che può portare al successo. Si ha paura di sbagliare, per paura di rovinarsi la reputazione. E’ così che spesso o non si agisce, o si finisce per seguire la strada più facile (apparentemente) per arrivare al successo.

Altra differenza con il contesto americano consiste nel fatto che in Italia ci si affeziona troppo ad un’idea, come se fosse un figlio, e quindi, di fronte al fallimento, la sconfitta comporta una delusione maggiori, mentre in America, l’atteggiamento di distacco dalle proprie idee fa essere meno coinvolti e quindi l’imprenditore si pone con maggiore lucidità di fronte alle scelte.

6 suggerimenti per un rischio consapevole

Rischiare implica quindi uno sforzo, fare cose scomode, andare oltre la propria zona di comfort e superare la paura di sbagliare; “lanciarsi” senza sapere prima come andrà a finire.

Inizia da te, prova a farcela da solo, seguendo questi suggerimenti:

  1. Immunizzati al piccolo rischio.  Non cercare di fare tutto bene, piuttosto, pensare che il rischio è un’occasione di crescita, e rappresenta uno strumento fondamentale nelle decisioni che spingono all’azione. Prova ogni giorno ad assumerti dei piccoli rischi, senza pensarci troppo e senza preoccuparti troppo di sbagliare. Se riuscirai ad essere costante, vedrai che giorno dopo giorno, i rischi non ti uccideranno, ma al contrario ti rafforzeranno.
  2. Costruisci un buon team. Cerca le persone che credono nella tue idee e che ritieni possano aiutarti a realizzarle. Tre/quattro, rappresentano il numero ideale e noi di P2Solution, in questo possiamo esserti di aiuto.
  3. Organizza il lavoro. E’ vero che bisogna agire, ma con metodo. Programma quella che è la costruzione del tuo percorso di crescita. Dividi le tue attività in “pacchetti di lavoro” e prova ad assegnare a questi dei tempi e dei responsabili che si occuperanno di portali avanti. In questo modo potrai vedere passo passo a che punto ti trovi.
  4. Supera il tuo limite. Cerca ogni giorno di toccare il tuo limite. Fai uno sforzo verso ciò che ti dà più fastidio, vedrai che il giorno dopo sarà meno fastidioso. E cosa importante, non focalizzarti su quello che fanno i tuoi competitor, piuttosto concentrati su quello che hai da fare tu.
  5. Chiedi feedback sul tuo lavoro, quando è ancora all’inizio e non aver paura dei feedback negativi, perché saranno proprio quelli che ti aiuteranno a migliorare il tuo progetto.
  6. Costruisci la tua rete. Inizia a cercare dei potenziali partner che potrebbero esserti di aiuto per far crescere il tuo progetto.

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Davide Algeri

Founder, Psicologo, Coach & Formatore at P2Solution
Sempre alla ricerca dell'innovazione con l'obiettivo di supportare imprenditori, manager e team nel raggiungimento del benessere in azienda.
Davide Algeri
Davide Algeri
Sempre alla ricerca dell'innovazione con l'obiettivo di supportare imprenditori, manager e team nel raggiungimento del benessere in azienda.

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