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L’altro come specchio: l’ora del feedback!

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L’altro come specchio: l’ora del feedback!

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Una delle maggiori tecniche di sviluppo professionale e personale consiste nell’utilizzo del feedback.

Cosa è il feedback? Come si dà e come si riceve?

Sembra un argomento banale, ma il feedback innanzitutto in quanto informazione di ritorno (feed: nutrire; back: ritorno) è un nutrimento di informazione.

Oggi è una parola molto utilizzata in ambito aziendale, ma spesso il feedback viene scambiato con il dare istruzioni, sollecitare azioni correttive, esprimere valutazioni o, peggio, giudizi.

L’approccio non è del tutto sbagliato, ma il feedback ha a che fare prima di tutto con processi e comportamenti piuttosto che con i giudizi.

Ricordiamo innanzitutto che la prima cosa da fare è rinunciare a dare dei giudizi poiché l’unico effetto derivante è che il nostro collaboratore chiuda la saracinesca dell’ascolto e lasci il proprio corpo per andare con la mente altrove.

Quando accade dobbiamo innanzitutto essere in grado di rilevarlo, ma cosa ancora più importante dobbiamo essere consapevoli di aver partecipato attivamente a questo stato dell’altro!

La seconda cosa che dobbiamo fare è evitare le interpretazioni.

Al momento del feedback entrambi gli attori sono nudi di fronte all’altro e la comunicazione verte sull’effetto che le azioni dell’altro hanno sul contesto che lo circonda e in questo senso è molto utile sapere come l’altro vede e vive le conseguenze dei nostri comportamenti.

È importante in questa situazione specifica mettersi nelle condizioni di comunicare all’altro nel “qui ed ora”, ricreando un po’ la “dinamica dello sconosciuto in treno”: Una situazione in cui una persona incontrata per caso e fugacemente vi racconta particolari anche piuttosto intimi della sua vita. Accade spesso, ma proprio perché quella persona non la rivedremo più abbiamo meno ansie, preoccupazioni e aspettative, non ci sono legami emotivi preesistenti, e ci raccontiamo nel presente poiché la persona non sa nulla del nostro passato né promette un futuro.

Siamo disposti quindi a cogliere il nuovo.

Così agisce il feedback!

Se invece di dire a Paolo: “sei stato aggressivo” (giudizio) o “sei aggressivo perché da piccolo ti hanno rubato il triciclo” (interpretazione)

dicessimo:

In riunione ho notato che quando vuoi far valere le tue opinioni tendi ad alzare la voce o a parlare sopra gli altri”.

Potremmo fornirgli un’occasione per modificare alcuni aspetti del suo comportamento che in me e forse in altri possono generare la sensazione di essere aggrediti.

L’utilizzo del feedback quindi lavora sulla nostra autoconsapevolezza e ci permette di scegliere, più liberamente, comportamenti e azioni rendendoci meno schiavi di abitudini e automatismi.

Le regole per un feedback efficace sono poche ma davvero importanti.

10 regole per dare un buon feedback

  1. Prepararsi a fondo prima di dare un feedback.
  2. Utilizzare lo sguardo, fare attenzione alla comunicazione non verbale propria e dell’altro.
  3. Essere chiari, diretti, rispettosi.
  4. Concentrarsi e focalizzarsi sul comportamento osservato e non scivolare sul giudizio della persona.
  5. Assicurarsi che il messaggio sia arrivato all’altro e che abbia compreso ciò che realmente vogliamo dire.
  6. Fare in modo che il nostro feedback diventi rilevante per la persona (ad esempio collegando il comportamento osservato alle conseguenze che ha prodotto, descrivendone l’impatto).
  7. Partire dai punti di forza per arrivare alle aree di miglioramento.
  8. Fare domande di approfondimento e chiarire perplessità.
  9. Essere aperti a eventuali contestazioni riportando al tema con fermezza e cortesia se si notano giustificazioni poco costruttive.
  10. Suggerire quando richieste eventuali alternative di comportamento.

10 regole per chi riceve un feedback

  1. Preparatevi a ricevere il feedback (gestendo le proprie obiezioni e resistenze).
  2. Impegnatevi nell’ascolto con apertura e accettazione.
  3. Evitate giustificazioni o obiezioni del tipo: “è accaduto perché era martedì e giove era in saturno”.
  4. Cercate di non interrompere.
  5. Imparate ad accettare complimenti e riconoscimenti senza schermirvi e reagite positivamente ad eventuali commenti critici.
  6. Mostrate attenzione e incoraggiate chi vi sta di fronte a fornirvi il feedback.
  7. Sforzatevi di considerare il feedback come uno strumento utile al vostro sviluppo e non una critica fine a se stessa.
  8. Se vi aiuta prendete appunti su quanto vi colpisce. Passato l’effetto emozione il tempo rischia di farci dimenticare cose che potrebbero essere rilevanti.
  9. Pensate a freddo possibili alternative di comportamento.
  10. Mettete per iscritto un piano di azione.

Concludo con un detto di Pitagora, un po’ ironico, sull’argomento: Se non avete un amico che vi corregga i difetti, pagate un nemico, che vi renda questo servizio.

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Valentina Schifaudo

Valentina Schifaudo

Responsabile Comunicazione at P2Solution
Nel lavoro, come nella vita, il mio obiettivo è quello di aiutare le persone a gestire i conflitti (interiori e relazionali) e a creare buone relazioni tramite una comunicazione diretta ed efficace.
Valentina Schifaudo
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