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Burnout: un esercizio di self-help per ritrovare la lucidità di pensiero

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Burnout: un esercizio di self-help per ritrovare la lucidità di pensiero

Bunout e lucidita mentaleAscolta il podcast

      Lucidità di pensiero - Esercizio di self-help - a cura di P2Solution

Nel mio caso non funziona! Non ho tempo!

Quante volte abbiamo ripetuto queste frasi di fronte al tentativo di superare periodi molto stressanti, a casa o a lavoro. Quante volte abbiamo mollato al primo tentativo fallito di rimediare al “non ce la faccio più”.

A livello lavorativo, ma non solo, spesso si parla di burnout.

Il burnout non è una malattia diagnosticata bensì un rischio della vita quotidiana, determinato da fattori personali e istituzionali.

Bisogna ricordare innanzitutto che la prima responsabilità grava sempre sull’individuo, senza perdere di vista le condizioni generali istituzionali e quanto l’istituzione stessa abbia la possibilità di introdurre accorgimenti per la riduzione dello stress.

La persona come punto di partenza

Il nuovo approccio di Schaarschmidt e Fisher descrive il rischio Burnout attraverso 4 modelli di reazione nel comportamento lavorativo e lo analizza dal punto di vista dell’atteggiamento dei soggetti, distinguendo tra soggetti con impegno lavorativo alto e basso, che sappiano – oppure no – prendere le distanze dalla professione in modo efficace e coerente.

Secondo gli autori chi non possiede queste capacità è a rischio burnout o semplicemente per usare un gergo più informale “si sente fuso”!

In linea di massima la prevenzione deve avvenire su 7 livelli:

  • La persona
  • La sua vita privata
  • I contatti professionali
  • Il team o la cerchia di colleghi
  • Il rapporto con i superiori
  • L’istituzione o il settore in cui lavora
  • Le condizioni sociali generali

Di fatto ricordiamo che la responsabilità principale della “cura” resta il diretto interessato e ci sono diversi esercizi che si possono mettere in pratica facilmente, in diversi momenti della giornata, che in breve tempo garantiscono rilassamento, centratura su se stessi e orientamento.

Esercizio di self-help per riconquistare la lucidità mentale

In condizioni di stress, ad esempio, la qualità dei nostri processi mentali peggiora.

Trascuriamo cambiamenti importanti. Traiamo conclusioni affrettate e spesse volte errate. Perdiamo la lucidità del pensiero. Non vediamo la soluzione oppure ci lasciamo andare all’inerzia.

Spesso le soluzioni migliori vengono in mente 24 ore dopo.

Non di rado, dopo tre giorni l’agitazione iniziale sembra ingiustificata.

Vale la pena fare una distinzione tra pensiero rapido (Veloce, preciso, cauto) e pensiero frettoloso (Volubile, insensato, confuso).

Per farlo sono utili alcuni suggerimenti:

  • Respirate lentamente rallentando il ritmo
  • Raccogliete e individuate obiettivi, desideri, fatti
  • Stendete una lista delle cose da fare
  • Stabilite le priorità
  • Scrivete i primi passi del processo da mettere in atto

Ricordate: prima le cose più importanti.

Fare una lista ci aiuta, ma non basta.

Prendete in considerazione la distinzione tra l’urgenza e l’importanza, ma anche il luogo, la possibilità di semplificarvi il compito, di farvi aiutare e di riunire più incombenze, e infine la motivazione.

Se possibile è bene iniziare con gli incarichi più sgradevoli.

Mentre pianificate le vostre azioni prima di tutto pensate a quali ostacoli possono presentarsi e quali sono le perplessità.

Decidete il primo passo.

Parlate mentre camminate: il movimento attenua la sensazione di essere finiti in un vicolo cieco e di essere rimasti bloccati. Rimette letteralmente in moto il pensiero lucido.

Un altro accorgimento importante è quello di non semplificare in modo inaccettabile il nostro pensiero. Come? Evitando innanzitutto di ragionare per opposti.

Alcune risposte corrette in una situazione si rivelano sbagliate in un’altra.

Il superamento della mentalità bianco o nero ci aiuta a conquistare spazi di manovra mentali:

  • Possiamo scegliere tra il self-help o il coaching;
  • Possiamo pensare che oltre all’alternativa “restare o andarcene” ci sono il ricollocamento, la determinazione delle priorità, il part-time, il cambiamento di sede;
  • Possiamo concentrarci sulle nostre risorse più che colpevolizzare gli altri.
  • Possiamo esaminare e valutare le misure adottate e modificare le strategie nel corso del tempo!

A questo proposito ci aiutano alcune domande:

  1. Quale vantaggio sicuro ha questa soluzione rispetto ad altre opzioni?
  2. Come giudicherò la situazione fra un anno?
  3. È possibile un’altra soluzione?

Questi ed altri piccoli accorgimenti ci aiutano ad ammorbidire i nostri schemi mentali, riconquistando così lucidità di pensiero.

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Valentina Schifaudo

Valentina Schifaudo

Responsabile Comunicazione at P2Solution
Nel lavoro, come nella vita, il mio obiettivo è quello di aiutare le persone a gestire i conflitti (interiori e relazionali) e a creare buone relazioni tramite una comunicazione diretta ed efficace.
Valentina Schifaudo
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