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Caos ed emozioni: le variazioni che influenzano lo stato emotivo

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Caos ed emozioni: le variazioni che influenzano lo stato emotivo

variazioni-di-stato-animoLa nostra esperienza quotidiana ci insegna che a parità di contesto, differenti stati emotivi ci inducono a fare scelte e a compiere diverse azioni che, nel tempo, portano a risultati del tutto differenti tra loro.

Basta infatti una piccola variazione del nostro stato emotivo per affrontare in modo differente situazioni o scelte nel lavoro o nelle fasi chiave di risoluzione di un problema.

In un precedente articolo abbiamo messo in luce come l’emotività può interferire con la nostra attitudine al problem solving, cercando di dimostrare come siamo, in misura diversa, influenzati dalle nostre emozioni.

Il punto di partenza nell’approccio ad un problema o ad una scelta, quindi, è dato dal nostro stato emotivo iniziale, o più semplicemente dalle nostre condizioni emotive iniziali.

In una delle branche principe della scienza, della fisica e della matematica, le condizioni iniziali sono alla base di ogni processo deterministico o meno. In particolare, nella teoria del caos le condizioni iniziali giocano un ruolo fondamentale.

Contrariamente alle logiche lineari, nella teoria del caos, l’andamento di un fenomeno, nel tempo è fortemente influenzato dalle condizioni iniziali, e lo è in modo esponenziale.

Quindi una impercettibile variazione delle condizioni iniziali, può portare ad effetti totalmente differenti, rispetto ad un andamento lineare.

Andamento Lineare

E’ ben noto l’effetto farfalla il quale afferma che Il battere delle ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas (cosa che non avverrebbe senza il battere d’ali).

Effetto Farfalla

Gli effetti degli stati emotivi iniziali

Così come nell’effetto farfalla, in modo analogo il nostro modo di porci nei confronti di un problema da risolvere, o di una scelta da prendere, è fortemente influenzato dallo stato emotivo iniziale.

A parità di problema da risolvere o di decisione da prendere, il nostro stato emotivo scatenerà emozioni differenti che di conseguenza ci porteranno ad approcci differenti di problem solving.

Se siamo tristi, reagiamo in modo distruttivo all’insorgere di un problema, con rabbia o remissività, seguendo quindi un approccio disfunzionale al problem solving (e alla relazione).

Tuttavia una piccola variazione del nostro stato emotivo iniziale ci può far spostare ad un livello differente, portandoci a reagire in modo diverso. Riconoscendo ed imparando a modulare il nostro stato emotivo prendiamo consapevolezza e riorientiamo le emozioni che stiamo provando. Questo piccolo passo ci permetterà di essere meno suscettibili agli stati emotivi e quindi più lucidi, con una conseguente transizione verso uno stato d’animo leggermente più rilassato.

Stato emotivo iniziale

Variare gli stati emotivi per un approccio costruttivo

Diventa quindi importante saper riconoscere i nostri stati emotivi nel momento in cui dobbiamo prendere decisioni importanti, risolvere un problema o relazionarci con le persone. In ambito lavorativo è fondamentale, soprattutto per non influenzare in modo negativo la nostra immagine, il nostro brand, l’approccio verso il cliente, i colleghi o i partner.

E’ altresì importante saper variare i propri stati emotivi verso quelli che ci spingono ad approcci relazionali e di problem solving costruttivi.

Variazioni dello stato emotivo

Come allenarsi a variare gli stati emotivi

Per allenarsi all’utilizzo di stati emotivi funzionali, è opportuno prima di tutto imparare a riconoscere e a capire come le emozioni dipendono dalle rappresentazioni mentali che ci creiamo. Rappresentazioni mentale differenti, infatti, determinano stati emotivi differenti, che cambiano inevitabilmente il nostro approccio alle cose.

Una volta che ne abbiamo preso consapevolezza, è opportuno andare a sostituire la rappresentazione con una in grado di generare lo stato di benessere che desideriamo ottenere. In questo può tornare utile la tecnica del “come se”.

Rappresentazioni mentali e stati emotivi

Facciamo un esempio: Il capo mi fa notare che nel mio lavoro ci sono dei punti da sistemare. Questa osservazione potrebbe generare in me una rappresentazione di me che valgo poco, che mi spinge a provare uno stato emotivo di tristezza e rabbia verso me stesso. O ancora potrei rappresentarmi il capo come una persona poco esperta e competente, sviluppando frustrazione e aggressività verso di lui. Se imparo a riconoscere queste rappresentazioni e le emozioni ad esse connesse, posso provare a modificarle, provando a comportarmi come se il mio capo volesse aiutarmi a crescere. Questa nuova rappresentazione genererà inevitabilmente in me delle differenti emozioni che cambieranno il mio modo di approcciami al lavoro e al problema.

Dalla teoria alla pratica

  1. Identifica: prova a scrivere una lista delle rappresentazioni che solitamente vi create a lavoro o quando vi approcciate ad un problema.
  2. Riconosci: Scrivete di fianco l’emozione che queste vi generano.
  3. Pensate ad una nuova rappresentazione “positiva”, immaginando le azioni diverse che potreste compiere se foste spinti ad agire secondo questo nuovo “schema” e scrivete di fianco gli stati emotivi che provereste.
  4. Per concludere, provate ad applicare nel contesto queste nuove rappresentazioni, come se foste in grado di essere in quel nuovo stato.
  5. Verificate se le emozioni coincidono.

Rappresentazione

Stato emotivo disfunzionale Nuova rappresentazione

Stato emotivo funzionale

Gli altri mi giudicano

Non sono in grado…

….

Rabbia e delusione

Frustrazione e tristezza

….

Gli altri mi aiutano a crescere

Sono in grado…

….

Serenità e felicità

Carica e determinazione

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Nicola Stella

Nicola Stella

Founder e Formatore at P2Solution
Ritengo fondamentale, per il raggiungimento degli obiettivi di progetto, potenziare le capacità di gestione delle relazioni prima con se stessi, poi con gli stakeholders, con il team e con la propria rete professionale.
Nicola Stella
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Nicola Stella
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